Vasi bronzei e riti della Dinastia Shang

27.04.2021

Verso il 1200 a.C., primavera, nell'ottavo giorno del ciclo, Wu Ding, sovrano della dinastia Shang, sta nel tempio regale degli antenati, intorno a lui vasi sacrificali di bronzo riccamente ornati, colmi di carne, cereali e vino di miglio per gli spiriti degli antenati. Wu Ding ordina di sacrificare una pecora e un cane; ora tiene le mani insanguinate i due carapaci e cerca nelle loro crepe una risposta alla sua domanda su quale tra gli spiriti degli antenati sia la causa del suo mal di denti.

Dal XIII-XI secolo a.C. la pianura del loess, nella Cina settentrionale, era dominata da quella che verrà ricordata come la prima dinastia della storia cinese: gli Shang. Il principale sito in cui è possibile vedere i resti di questa civiltà è Yinxu, dove gli ultimi nove re Shang ebbero capitale: in un'area di 30 km² vi so trovano, non circondate da mura, numerose semplici abitazioni, officine, più di 2500 fosse sacrificali, un piccolo quartiere di palazzi, centinaia di piccole tombe e una necropoli con tredici sepolcri imponenti, il più ampio di questi misura 66 x 44 m e 13 m di profondità. L'unico di essi che non è stato saccheggiato successivamente appartiene ad Hao, una delle mogli di un re, e dentro il sepolcro sono stati ritrovati numerosi intagli in osso e avorio, armi e monili, pietre preziose, 7000 conchiglie di ciprea (utilizzate come moneta), 755 oggetti di giada ed infine 468 manufatti di bronzo, questi ultimi con un peso complessivo di 1600 kg. Questi manufatti mostrano una bellezza ed una ricchezza rara, non solo nella storia antica: una capacità artistica che non si era mai vista, e che non fu mai più raggiunta successivamente. Questa così raffinata tecnica si basava però su un altro tipo di produzione altrettanto evoluto: la ceramica. Infatti gli artigiani degli Shang svilupparono un metodo di fabbricazione leggermente diverso da quello tradizionale: comunemente si crea un modello di cera, poi lo si ricopre con la ceramica, si toglie la cera ed infine si cola il metallo fuso per ottenere il vaso; il metodo Shang aggiravano il modello di cera intagliando le decorazioni direttamente all'interno del modello di terracotta: invece di incidere direttamente sul bronzo freddo, il rilievo compare subito dopo il raffreddamento del metallo. Le decorazioni rinvenute sono quasi totalmente composte da motivi zoomorfi e da motivi a spirale, con intrecci di draghi, serpenti, uccelli e cicale. Questi motivi animali avevano con grande probabilità un carattere magico, infatti i vasi erano utilizzati prevalentemente nei rituali. Tutta l'arte Shang, e l'enorme spesa che era connessa alla fusione del bronzo, non servivano a scopi estetici o pratici, ma soltanto religiosi. La società cinese del tempo era totalmente dalla religione: gli Shang veneravano un numero di divinità esorbitante: il vento, la pioggia, il tuono, i lampi, il sole e la luna, etc., tutti questi tenevano conto ad una divinità suprema, Di. Soprattutto, però i sovrani veneravano gli antenati. Il culto degli avi raggiunse proporzioni impressionanti: i re Shang compivano decine di rituali differenti per centinaia di antenati, nei quali chiedevano consigli per le più disparate questioni, per il raccolto, per la caccia, malattie, sogni, guerre, nascite, costruzioni e addirittura sul compimento dei riti stessi. Solamente il re Wu Ding domandò più di mille volte agli antenati se sarebbe piovuto. Tutto questo noi lo sappiamo grazie agli "ossi di drago", come erano chiamati dalla medicina cinese nel 1899, data dei primi ritrovamenti. Si trattava di carapaci di tartarughe oppure di scapole bovine in cui erano incisi dei simboli. Quei simboli rappresentavano la prima forma conosciuta della scrittura cinese, nata proprio per mettere per iscritto e conservare i responsi degli antenati. Quindi a nessun cinese della dinastia Shang sarebbe mai venuto in mente di utilizzarla per scopi non religiosi, come l'amministrazione pubblica o il commercio, nonostante i mercanti Shang arrivarono fino al Turkestan. Man mano che la storia degli Shang procedeva, le trascrizioni divennero più dettagliate ed arrivarono ad includere, oltre al responso, anche i motivi del rito e a volte anche gli esiti della profezia. Delle molte iscrizioni sulle oltre 200 000 ossa ritrovate e sui 10 000 vasi bronzei, sui quali troviamo i testi più estesi, quelle traducibili sono poche, ma dalle quali si evincono molte informazioni. <<Per questo esorcismo, sacrifichiamo a padre Yi tre buoi, ma promettiamo, in caso di successo, 30 prigionieri di guerra e 30 pecore>>. da questo frammento, per esempio, possiamo ricavare: che pregare non era abbastanza nella religione, bisognava compiere dei sacrifici i quali arrivavano a diventare una sorta di "pagamento" agli antenati, addirittura con sistemi di anticipo; che gli Shang effettuavano sacrifici umani; che gli Shang non vedevano gli dei e i morti come degli essere trascendentali, ma ancora propri di questa terra, capaci di intervenire immediatamente sul mondo umano. Questi riti magici andarono sempre più a standardizzarsi, divenendo rituali, e a scemare con gli ultimi sovrani Shang e la successiva dinastia Zhou, fino a scomparire totalmente con l'inaugurazione del periodo Chunqiu (periodo delle Primavere e degli Autunni).

di G.B.