Uno squalo di 400 anni

24.04.2021

Lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus) detiene al momento un vero e proprio record di longevità tra i vertebrati del nostro pianeta, e non si può nemmeno dire che sia uno fra i più piccoli abitanti della Terra: un esemplare adulto può infatti arrivare a pesare più di una tonnellata e raggiungere addirittura i 7 metri di lunghezza, pur crescendo di circa un centimetro all'anno.

Questi giganti marini solitamente vivono nelle gelide acque dell'Oceano Artico e del Nord Atlantico, ma sono state rinvenute tracce della loro presenza anche nel Mare del Nord e nelle acque della costa orientale degli Stati Uniti; lo squalo artico tuttavia di norma predilige ambienti con una temperatura compresa tra -1 e 10 °C ed è anche in grado di raggiungere i 2.200 metri di profondità, pertanto l'avvistamento di uno degli appartenenti a questa specie è stato classificato come un evento estremamente raro e degno di nota.

Il tessuto trasparente presente nella lente dell'occhio dello squalo ha la particolarità di essere metabolicamente inattivo, cosa che lo porta a stratificarsi nel corso del tempo come gli anelli di un albero, rendendo quindi possibile determinare con una certa approssimazione l'età del soggetto: un'equipe di ricercatori con a capo Julius Nielsen ha esaminato il tessuto della lente di 28 femmine finite accidentalmente nelle reti di alcuni pescherecci del nordatlantico mediante una datazione al radiocarbonio, scoprendo che quest'ultime raggiungono la maturità sessuale intorno ai 150 anni e vivono in media 400 anni, probabilmente anche a causa delle basse temperature caratteristiche del loro habitat naturale e della loro tendenza a muoversi piuttosto lentamente.

Questi animali si nutrono principalmente di altri pesci, tra cui anguille, passeri e sculpin, malgrado non abbiano problemi ad ingerire anche crostacei, foche, uccelli marini e carogne di animali che di tanto in tanto cadono in acqua attraverso il ghiaccio.

Lo squalo norvegese viene cacciato principalmente per il suo olio di fegato e per la sua carne, ed è considerato tuttora una specie in pericolo dall'International Union for Conservation of Nature (IUCN), anche se fortunatamente al giorno d'oggi l'attività di pesca di questi esemplari si è molto ridotta.

di C.L.