Turismo spaziale: quando la fantascienza diventa realtà

24.03.2021

Il turismo spaziale è sicuramente uno dei traguardi più interessanti che si raggiungeranno a breve nel settore aerospaziale. In poche parole, entro il prossimo decennio si potrà viaggiare nello spazio per scopi ricreativi, con voli anche al di fuori dell'orbita terrestre.

Sebbene questo concetto possa suonare futuristico, in realtà già nei primi anni 2000 l'Agenzia spaziale russa, finora l'unica, portò con successo sette turisti in orbita. Da allora, un numero sempre più grande di imprese private hanno iniziato a perseguire viaggi spaziali per poter sviluppare questo settore e diventarne leader.

Fra queste società, spiccano i nomi della Virgin Galactic, del magnate britannico Richard Branson, e di SpaceX, di Elon Musk. Tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo, entrambe le compagnie intendono portare dei civili nello spazio: tuttavia la Virgin Galactic, a differenza di SpaceX, si occuperà esclusivamente di voli sub-orbitali, ovvero che non superano la linea di Karman (quota 100 chilometri circa), considerata per convenzione il limite dell'atmosfera terrestre.

Attualmente questa compagnia ha già venduto 700 biglietti a turisti di tutto il mondo, ad un prezzo che si aggira intorno ai 250 mila dollari l'uno.

Ma i progetti per il turismo del futuro sono molto ampi e non si limitano a soli viaggi. La società californiana Gateway Foundation si è infatti imposta un obiettivo ancora più ambizioso: assemblare il primo hotel in orbita.

L'albergo si chiamerà Voyager Station e la sua inaugurazione è prevista per il 2027, anche se la data non si può ancora stabilire con certezza.

Per quanto riguarda il progetto, esso prevede una stazione di 50000 metri quadrati composta da due anelli concentrici e con una capienza di circa 400 passeggeri. La sfida più difficile sarà sicuramente la costruzione della struttura, in quanto il materiale dovrà essere trasportato e assemblato direttamente nello spazio.

di V. M.