Storia dell’Astronomia I

31.03.2021

La storia dell'astronomia, probabilmente la più antica delle scienze naturali, si perde nell'alba dei tempi, antica quanto l'origine dell'uomo.

Per ricostruire la storia dell'astronomia è necessario parlare dell'archeoastronomia, scienza che si propone di studiare le tracce delle civiltà preistoriche per comprendere le conoscenze in ambito astronomico, basandosi principalmente sulle evidenze archeologiche. Una delle fonti più importanti è lo studio degli allineamenti, rispetto a punti fondamentali della sfera celeste, dei reperti architettonici e archeologici. Venivano segnati con edifici, buche nel terreno o tumuli di terra. Gli allineamenti più frequenti sono quelli che indicano i punti di levata e tramonto del Sole. La motivazione che spingeva le antiche società era la necessità di costruire un calendario affidabile. Per esempio gli Egizi seguivano la levata della stella Sirio, fondamentale per la stagione agricola.

Agli inizi l'astronomia coincideva con l'astrologia, intesa come osservazione dei corpi celesti per frane auspici, previsioni e indicazioni su passato presente e futuro. Sono noti infatti diversi astronomi che hanno praticato l'astrologia, come Tycho Brahe e Keplero. Solo nel 1666 Colbert, ministro di Francia Luigi XIV, fondata l'Accademia delle Scienze francese, proibì agli astronomi di praticare l'astrologia. Queste due muovono da esigenze e metodologie diverse: gli astronomi divulgano le scoperte e le conoscenze corredandole di relativa metodologia, mentre gli astrologi mantengono sempre un alone di mistero. Questo perché ai giorni nostri sappiamo che la seconda segue alcun principio fisico e l'influenza che i corpi del cosmo hanno sulla persona è trascurabile e sicuramente non influisce sulla vita degli individui.

L'osservazione e l'interpretazione del cielo sono antiche quanto il genere umano, perciò non possiamo stabilire con esattezza quando sia nata l'astrologia. Sappiamo però a quando risale la prima comparsa dei segni zodiacali. Risalgono alle antiche civiltà mesopotamiche, per questo Babilonia è considerata la patria dell'astrologia. In queste gli antichi inquadravano il movimento del Sole, della Luna e dei pianeti, erano però di dimensioni diverse e questo non si accordava con il calendario babilonese, composto di dodici mesi lunari di durata costante. Le posizioni dei segni zodiacali venendo fissate rispetto agli equinozi, poiché quello durante quello primavera, il Sole si trovava tra le stelle dell'Ariete. A causa del fenomeno della precessione, che consiste in un moto molto lento dell'asse terrestre che, mantenendo la sua inclinazione, cambia la propria direzione nello spazio percorrendo una superficie conica, il Sole ha circa una costellazione di ritardo, rispetto alle date tradizionali. Per superare questo problema, in astrologia si è affermata la consuetudine della distinzione tra segni zodiacali, che mantengono le date tradizionali, e costellazioni zodiacali.

di L.C.


LEGGE ANCHE