Rape culture: non si tratta di stupro se è denunciato dopo 8 giorni?

23.04.2021

Non esistono opinioni in merito: il tempo che intercorre fra una violenza subita e la denuncia del fatto è assolutamente irrilevante. Può trattarsi di un ora, un giorno, 2 giorni, 8 giorni, 1 mese, 1 anno, 2 anni, o anche di più. Non è un dibattito. Non si tratta di "un gruppo di ragazzini che facevano i cretini" si tratta di una ragazza. Una ra-gaz-za. Una per-so-na. Magari sillabandolo qualcuno lo capisce meglio, anche se non ci spererei troppo. E tra questi, dovrebbe proprio esserci l'onorevole -anche se da ciò che ha detto qualche giorno fa non mi sembra troppo onorevole- Grillo, che ha definito il gruppo di ragazzi di cui faceva parte suo figlio che ha probabilmente stuprato una ragazza "una massa di ragazzini che stavano giocando" e ha anche sottolineato, il caro fondatore del movimento pentastellato, che la ragazza, se fosse stata davvero violentata, avrebbe dovuto denunciare l'avvenimento immediatamente. Mi fa schifo il fatto che qualcuno definisca seriamente la nostra una società evoluta. Perché non è accettabile che un politico -ma nemmeno che un uomo "evoluto"- sia convinto che una ragazza che è probabilmente stata umiliata per ore e violata ripetutamente, che è stata u-sa-ta e trattata come un oggetto, debba reagire all'avvenimento con nonchalance e denunciare subito alle forze dell'ordine ciò che le è capitato, esponendo la parte più fragile di sé a degli sconosciuti che potrebbero anche renderle la vita impossibile, anche perché Grillo è un personaggio politico importante. Perché il "se l'è cercata" è oramai una frase fatta e, soprattutto, COMODA. Secondo questa logica, quindi, è colpa della donna se ha subito violenza. Le persone sono propense a farsi domande quali "che vestiti indossava?" "la gonna quanto era corta?", "lui era ubriaco? E lei?" o "cosa aveva detto al suo aggressore?"

Eh beh. E la chiamiamo "società evoluta". E ho usato le virgolette mica per caso.

Perché legittimare uno stupro, al giorno d'oggi, è naturale: basta aggrapparsi a degli stereotipi che fanno sempre comodo, come il fatto che una donna, indossando una gonna più corta di quello che si è solito vedere, sia ovviamente violentabile, e che la colpa sia sua, mentre le vere vittime sono i suoi stupratori.

di B.V.