Qin Shi Huangdi, l'uomo che creò la Cina

16.06.2021

Nel 1974 a Lintong, ad est della grande città di Xi'an, un gruppo di contadini stava scavando un pozzo quando si imbatterono in una stanza con delle statue a grandezza naturale di soldati: si trattava del complesso che oggi viene chiamato "Esercito di Terracotta".

In verità questo è parte di un corredo funebre sepolto da un enorme tumolo artificiale, fulcro di una necropoli di 61 tombe ritrovate in un'area di 8 km², con un totale di 8 000 statue scala 1:1, ognuna particolareggiata rispetto alle altre. Tutto ciò per Qin Shi Huangdi, il Primo Imperatore.

Tra V-III secolo a.C. nei territori dell'odierna Cina orientale, dopo il disfacimento

si erano sviluppati diversi regni autonomi che si creavano e si disfacevano periodicamente in un complesso gioco politico; ma infine fu il regno di Qin che, con la disfatta del regno di Chu, riuscì a "unificare i regni sotto il cielo" nel 221 a.C. Alla guida dello stato c'era il nostro Qin Shi Huangdi, nome preso solo dopo l'unificazione e che significa letteralmente "Primo Sublime Imperatore di Qin", infatti da quel momento in avanti il termine imperatore verrà indicato con "huangdi". Però non fu l'imperatore la chiave del successo e della potenza dei Qin, ma la sua burocrazia, che de facto guidava lo stato.

L'ascesa dei Qin iniziò nel 361 a.C., quando la corte del duca Xiao ricevette l'eloquente consigliere Shang Yang, il Machiavelli dell'antica Cina. All'interno del panorama estremamente mutevole del Periodo degli Stati Combattenti (453-221 a.C.) il dibattito politico tra i filosofi classici era estremamente serrato, fiorirono le cosiddette "Cento Scuole" e Shang Yang attinse proprio da una di queste, la scuola legista. Fondata dal filosofo Han Fei, il legismo è una linea politica basata sul rifiuto degli esempi storici, per il semplice principio del mutamento dei tempi, rifiutando quindi ogni modello: era inutile prendere come riferimento i saggi Shang o Zhou oppure Confucio, perchè i tempi sono cambiati; l'altro fondamento è la natura maligna e amorale dell'uomo, ripresa da Xunzi. Da questo Shang Yang sviluppo un governo basato non sulla virtù del sovrano, ma su un sistema di leggi che trascendono il sovrano (decretato definitivamente solo da Li Si, sotto Qin Shi Huangdi) e regolano l'intero territorio dalla capitale in modo capillare; e sempre per il mutamento dei tempi le leggi stesse devono mutare con essi. Se mettiamo a paragone l'antico e il moderno il sistema dei Qin presenta dei tratti assai simili agli ideali legislativi della moderna democrazia. Ma dovevano arrangiarsi con metodi premoderni, infatti per i Qin furono due i pilastri grazie ai quali questo progetto fu portato a compimento: il primo l'abbiamo già detto ed è la burocrazia, il secondo pilastro invece è la legge marziale. Seguendo l'idea della natura maligna dell'uomo, la legge marziale di difendeva con questo principio: "Se le pene sono due e la colpa è collettiva, il popolo non si azzarderà neppure a tentare: se il popolo non si azzarderà neppure a tentare, non ci sarà bisogno di pene". Quindi la paura dell'inesorabile legge era il solo principio che poteva mantenere l'ortodossia a priori: era un regime del terrore. Sempre per il mantenimento dell'ortodossia è la standardizzazione dell'unità di misura, del calendario, della moneta e soprattutto la scrittura e la cultura: Qin Shi Huangdi arrivò ad ordinare il rogo dei testi delle scuole esterne al legismo e altri testi di carattere storico. <<Arricchire lo stato e rafforzare l'esercito>> con questo motto di Han Fei si può riassumere il legismo e la politica di Qin. Però anche l'imperatore Qin Shi Huangdi si adoperò per tenere unito le conquiste, grazie numerosissimi viaggi in lungo e in largo per l'impero, ma questo fu possibile perché il governo funzionava da sé.

Grazie a questa politica i Qin furono capaci di mobilitare grandi quantità di persone, grazie a ciò riuscì nell'unificazione e nell'edificazione di numerose opere monumentali. Rispetto a questo, una volta proclamato l'impero, Qin Shi Huangdi fece costruire diversi edifici e complessi che diventeranno simbolo della Cina, come il già citato Sepolcro del Primo Imperatore (al quale lavorarono 700 000 uomini ai lavori forzati), un vastissimo sistema di canali lungo complessivamente 6 800 km, tra cui il "canale magico" Lingqu, che collega i due grandi fiumi della cina, il Fiume Giallo e lo Yangzi, oppure la prima Grande Muraglia, che era in verità un collegamento di fortificazioni precedenti, che scandiva il confine settentrionale.

Sebbene l'impero dei Qin sarà di breve durata, infatti dopo la morte di Qin Shi Huangdi inizierà una guerra intestina che vedrà l'insediamento della dinastia Han, la sua impronta e la sua leggenda rimarranno impressi nella storia cinese, come la potente classe dei burocrati o la lotta per centralizzare potere e cultura o lo stesso nome con cui noi chiamiamo il paese, "Cina" probabilmente deriva da "Qin". Anche l'imperatore Qin Shi Huangdi diverrà popolarissimo, tanto popolare da diventare leggenda, infatti prima del ritrovamento della tomba si teorizzava non fosse mai esistito; oggi la storia di Qin Shi Huangdi è viva nella cultura popolare in fumetti come Kingdom e Record of Ragnarok, tra i più famosi nel Sol Levante, o grazie a videogiochi come Civilization VI.

di G.B.