Palmiro Togliatti I parte: la gioventù e l'avvento del fascismo

27.03.2021

Palmiro Togliatti è stata una importante figura politica del '900, storico segretario del Partito Comunista Italiano.

Egli nasce il 26 marzo 1893 a Torino da una famiglia modesta e molto religiosa e si laurea in giurisprudenza grazie ad una borsa di studio.

Nella sua città conobbe dapprima Gramsci e poi il movimento operaio: abbracciò, così, il marxismo e nel 1914 si iscrisse al Partito Socialista, schierandosi con gli interventisti nella Prima Guerra Mondiale.

Inizialmente si arruolò come volontario nella Croce Rossa poiché riformato per forte miopia, ma successivamente fu comunque inviato in guerra e si congedò per motivi di salute.

Nel 1919 fondò il giornale socialista "L'Ordine Nuovo" insieme a Gramsci, Tasca e Terracini, con l'idea comune di innescare una rivoluzione italiana, ispirata a quella russa, in seno al nascente movimento operaio torinese anziché aspettare il suo inevitabile compiersi, come i dirigenti socialisti sostenevano. In seguito il giornale sostenne la nascita dei Consigli operai, con lo scopo di creare una forma di organizzazione nella classe operaia per l'attuazione della marxista "dittatura del proletariato", ovvero il potere in mano ai lavoratori in una società senza classi e Stato.

Nel 1921 gli ordinovisti fondarono il Partito Comunista d'Italia per attuare una vera e propria rivoluzione socialista senza scendere a patti e per combattere i fascisti che si stavano affermando, considerati da loro la parte peggiore della borghesia italiana, privi di qualità per governare uno Stato. In un secondo momento il Congresso dell'Internazionale Comunista decise di adottare la politica di alleanza con i partiti socialisti in tutti gli stati per combattere le destre, ma il PC rifiutò l'alleanza con il PSI, sottovalutando l'avanzata del fascismo anche quando cominciò a chiudere tutti i giornali comunisti.

Togliatti negli anni seguenti si allontana dalla politica e nel 1923 riesce a sfuggire, insieme ai 3 fondatori, all'arresto illegale di massa dei dirigenti del PC ordinato da Mussolini, riavvicinandosi solo più tardi sotto lo pseudonimo di Paolo Palmi. L'Internazionale spingeva per una fusione fra PC e la frazione del PSI aderente ad essa, ma grazie all'opposizione di Togliatti ciò non si attuò; Gramsci, invece, e alla fine anche lo stesso Togliatti, tentarono di creare una maggioranza di centro, prendendo la maggioranza di sinistra per isolare Bordiga(leader del partito, da sempre opposto all'alleanza con i socialisti e non solo) e la destra di Tasca. Mussolini promulgò la legge Acerbo, che assegnava due terzi dei seggi alla lista che, alle elezioni, avesse raggiunto il 25% dei voti e, per l'appunto, con le elezioni del 1924 Mussolini confermò pienamente la sua prevalenza, mentre il PC, con la sola candidatura di Gramsci, ottenne un misero 4%.

di S. F.