Nobel per la pace ai membri del corpo sanitario italiano

22.03.2021

Medici, infermieri, farmacisti, psicologi, fisioterapisti, biologi, tecnici, operatori civili e militari sono ora ufficialmente canditati al premio Nobel per la pace 2021.

L' approvazione del Comitato norvegese è arrivata da Oslo in questi giorni, facendo subito notizia.

Ad avanzare la candidatura è stata la fondazione Gorbachev e a sottoscriverla Lisa Clark, co-presidente dell'International Peace Bureau, organizzazione umanitaria premiata con il Nobel per la Pace nel 1910.

Non si tratta in realtà di una decisione dell'ultimo minuto: già dallo scorso anno Lisa Clark, che durante i mesi di lockdown ha prestato attività di assistenza volontaria, aveva affermato di voler candidare, nel gennaio 2021, il corpo sanitario italiano al premio Nobel.

"Ho riconosciuto quell'Italia che mi ha fatto innamorare, l'aiutare chi è in difficoltà, il senso di comunità, il fatto che tutti volessero aiutare." ha dichiarato la statunitense, "A gennaio candiderò il Corpo sanitario italiano al premio Nobel per la pace, poiché la sua abnegazione è stata commovente. Qualcosa di simile ad un libro delle favole".

A fare da testimonial è stato poi Luigi Cavanna, primario di oncoematologia all'ospedale di Piacenza, che incarnando e rappresentando a pieno la dedizione e l'impegno degli operatori sanitari, in questi mesi ha volontariamente offerto cure ed assistenze a domicilio ai malati di COVID.

Prima di ricevere la conferma ufficiale, l'iniziativa era già supportata da numerose istituzioni pubbliche, come la regione Emilia Romagna, il comune e la provincia di Piacenza e associazioni tra cui le diocesi di Piacenza e Bobbio, l'Associazione Nazionale Alpini, il Confcommercio e la Banca di Piacenza.

Si tratta dunque di un riconoscimento voluto e sostenuto dall'intera comunità, dedicato, come ha dichiarato la Fondazione Gorbachev, all'intero personale sanitario italiano, "il primo nel mondo occidentale ad aver dovuto affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la propria".

di C. F.