Nel 1820 veniva scoperta la venere di Milo

08.04.2021

La storia del suo ritrovamento avviene in concomitanza con la fase di accentramento del potere nelle mani di un monarca, dopo la caduta del regime napoleonico. Il nuovo sovrano Luigi XVIII voleva infatti celebrare la grandezza del proprio regno importando da paesi stranieri opere d'arte o gioielli.

L'ufficiale francese Olivier Voutier, che si trovava sull'isola di Milo dopo una missione di ricognizione dei mari circostanti, incontrò un contadino che, intento a scavare pietre da utilizzare per la sua abitazione, rinvenne un busto di una donna privato di entrambe le braccia: era l'8 aprile 1820; questo ritrovamento avvenne in un luogo dove più di duemila anni fa giaceva un teatro greco. L'uomo fu esortato a scavare ancora e lì vicino venne rinvenuta l'altra metà della statua, con le gambe coperte da un drappeggio e un basamento. Raffigurante la dea Venere, la statua venne chiamata Venere di Milo per ricordo del luogo in cui fu rinvenuta. 

di L. S.


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