L'inquinamento delle mascherine

06.04.2021

Nel settembre del 2020 l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale italiano), lanciava l'allarme stimando tra le 160 mila e le 440 mila tonnellate di mascherine, trattate come rifiuti indifferenziati solo in Italia. In Francia l'associazione "Opération Mer Propre" (operazione mare pulito) dopo alcune immersioni, stimava che per il 2021 i dispositivi anti covid nel Mar Mediterraneo, sarebbero stati più numerosi delle meduse. In alcuni paesi sono iniziate campagne di sensibilizzazione: in Belgio ad esempio, il Dipartimento per l'ambiente marino del Servizio sanitario pubblico federale incoraggia i cittadini ad utilizzare mascherine riutilizzabili e a gettare quelle monouso nel bidone dei rifiuti. Tuttavia in altri paesi la gestione risulta inadeguata sia per tipologia dei rifiuti che per i volumi da gestire: molte mascherine non vengono smaltite in modo corretto, e vanno a sommarsi alla grande quantità di quelle gettate in modo improprio per strada.

Alcune associazioni ambientali temono che di tutti i dispositivi anti covid acquistati, almeno il 3% finisca nei mari e negli oceani. Questa percentuale viene quantificata da "OceansAsia" in circa 1,5 miliardi di mascherine, che hanno un tempo medio di decomposizione pari a 450 anni. Inoltre il loro peso di circa 3-4 grammi, si tradurrebbe in oltre 6000 tonnellate di rifiuti di plastica.

I problemi ambientali che ne conseguono riguardano principalmente l'enorme numero di animali coinvolti che rimarranno uccisi o feriti da questi dispositivi, e i danni provocati dalle microplastiche rilasciate dalle mascherine stesse, le quali potrebbero finire nella catena alimentare. "I polimeri di origine sintetica all'interno delle mascherine si rompono e diffondono microplastiche in mare che vengono ingerite dai pesci e assimilate dalla barriera corallina", ha spiegato recentemente anche la BBC, con un servizio sulla barriera corallina nei pressi di Caban Cove, nelle Filippine, riportando una situazione drammatica. Secondo una stima dell'Asian Development Bank: fino a 280 tonnellate di rifiuti extra al giorno durante il picco dell'epidemia. Urge un miglioramento nella gestione di questi, nel rispetto del pianeta e degli animali, anche per acquisire maggiore consapevolezza sulla tematica.

Oltre a tagliare gli elastici prima di buttare le mascherine, bisognerebbe cercare soluzioni alternative, come mascherine in tessuto e/o riutilizzabili.

di G. A.