Le ultime notizie dal DDL Zan

19.04.2021

Il suo relatore è Alessandro Zan, esponente della comunità LGBTQ+ italiana. Il nome esatto sarebbe "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità", definizione ampia che non si limita alla comunità LGBTQ+. Viene specificato inoltre che "per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico; per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per orientamento sessuale si intende l'attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per identità di genere si intende l'identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver concluso un percorso di transizione".

Con l'approvazione in Senato verrebbero istituiti nuovi reati, una giornata nazionale contro le discriminazioni (17 maggio) e ci sarebbe lo stanziamento di quattro milioni di euro all'anno destinati a iniziative per contrastare il fenomeno. Le pene previste sono severe: dalla reclusione fino a un anno e 6 mesi (o una multa fino a 6.000 euro) per chi istiga o commette atti di discriminazione contro le categorie citate, fino ai 4 anni di reclusione per chi partecipa o favorisce le organizzazioni, le associazioni, i movimenti, i gruppi che hanno lo scopo, o uno degli scopi, nell'incitamento alla discriminazione o alla violenza sulle suddette categorie.

Il ddl Zan modifica gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale. Partiti come Lega e Fratelli d'Italia ritengono inutile una legge ad hoc contro questi atti di discriminazione, infatti, secondo loro, sarebbe sufficiente la legge Mancino.

Negli ultimi giorni molti artisti sui social hanno mostrato il loro appoggio, pubblicando una loro foto con la scritta DDL ZAN su una mano. La campagna è stata lanciata in rete dal giornalista Simone Marchetti, direttore editoriale di Vanity Fair Italia che, con la sua trovata virtuale, è riuscito a coinvolgere tanti volti dello spettacolo e della cultura.

di L.C.