Il primo quotidiano della storia rischia di chiudere

29.03.2021

Dopo 318 anni di attività, il Wiener Zeitung, quotidiano austriaco, rischia di chiudere definitivamente i battenti.

La causa principale è una recente riforma messa in atto da Sebastian Kurt, cancelliere statale, che prevede l'abolizione degli annunci formali. Questa è una decisione particolarmente nociva per il quotidiano, che è una specie di Gazzetta ufficiale austriaca.

La storia del Wiener Zeitung, iniziata l'8 agosto 1703, ad appena una ventina d'anni dall'allontanamento degli ottomani dall'Austria, è dunque ora minacciata dal suo editore stesso: lo stato.

Nato con l'intenzione di pubblicare tutto ciò che fosse "degno di riflessione", ad oggi il quotidiano tratta anche di argomenti come posti di lavoro pubblici e modifiche nel registro del commercio, che tuttavia saranno aboliti a seguito della nuova riforma, causando una perdita stimata intorno ai 18 di un milioni di euro.

Ha una redazione di 45 giornalisti, e, con un simile deficit, diventa impossibile continuare a garantire la pubblicazione per i 130 mila lettori settimanali.

Waelter Haemmerle, attuale direttore, si sfoga in un intervista dello Spiegel, spiegando che il proprio giornale "offre un'informazione di qualità, punta sulla rilevanza delle notizia e non si fa pilotare dagli algoritmi del click" e che basterebbe "un po' di volontà politica per assicurare la vita a questo piccolo, ma raffinato quotidiano", sostenendo che chi dovrebbe avere potere decisionale, riferendosi al proprio editore, non sembra realmente interessato a mantenere viva una parte di storia dell'editoria e dello stato austriaco.

di C. F.


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