Ghost of Tsushima e le invasioni mongole del Giappone

29.03.2021

Nel 1268 nel distretto di Kamakura arrivano degli ambasciatori da ovest, dicono di parlare al nome di Kublai Khan, Khan della Grande Mongolia, e portano un ultimatum al Giappone: riconoscere la sovranità mongola o prepararsi alla guerra. Sia l'imperatore sia lo shogun decidono di ignorare questa e le lettere successive. Nel 1274 40.000 uomini con 900 imbarcazioni partono dalla Corea alla volta del Giappone. La prima tappa è ovviamente l'isola di Tsushima, a metà strada tra l'arcipelago ed il continente, che è anche il luogo dove viene ambientato Ghost of Tsushima. Nel gioco a guidare la conquista dell'isola è Khotun Khan, nipote di Gengis; nella realtà però questa figura non è mai esistita, così come Jin Sakai ed il Clan Shimura. E' invece reale ed importante Kublai, detto "l'ultimo dei Gran Khan", fondatore della Dinastia Yuan e famoso in occidente per aver ospitato Marco Polo, che lo rappresenterà nel Milione. In verità a governare l'isola di Tsushima era il clan Sō, che combatté con valore ma non riuscirono ad impedire lo sbarco nel Kyushu. I mongoli arrivarono nella baia di Hakata e spinsero con la forza i giapponesi nell'entroterra. Però rimasero accampati nella baia: questo si rivelerà fatale per la campagna d'invasione. Nella notte dello sbarco infatti un violentissimo uragano distrusse un terzo dell'intero esercito e costrinse i mongoli alla ritirata. Il Giappone era salvo, ma si rese conto della propria inferiorità militare (un esempio nel videogioco è l'hwacha, una delle prime armi a polvere da sparo). Ma Kublai non si arrese ed inviò nuovamente dei delegati, una prima volta nel 1275 ed una seconda 1279, dallo shogun Hojo Tokimune, che di tutta risposta li decapitò entrambe le volte. Dopo questo grande affronto l'attacco era certo. Quindi, dopo aver soggiogato i Song meridionali, partì nuovamente dalla Corea, ma questa volta con un esercito composto da 140.000 uomini e 4400 imbarcazioni. I mongoli arrivarono nuovamente alla baia di Hakata, ma questa volta trovarono una difesa impenetrabile da parte di soli 40.000 samurai. E proprio mentre stava programmando un massiccio attacco con i rinforzi provenienti dalla Cina meridionale, si generò nel Mar del Giappone un nuovo violentissimo uragano che questa volta dimezzò l'esercito mongolo, che fu costretto ad una nuova ritirata. Quei venti provvidenziali fecero credere al Giappone di essere la terra degli dei e che godesse della loro protezione: infatti vennero chiamati shinpu o kamikaze (letteralmente "vento divino"); questo nome verrà dato in seguito ai tristemente noti piloti suicidi durante la seconda guerra mondiale. Kublai Khan non rinunciò mai al Giappone, e programmò altri attacchi ma non li attuò mai. Il Giappone potrà riposare solo quando nel 1294 quando il Khan perirà e l'interesse mongolo per il Sol Levante si dissolverà.

di G. B.