Fukushima, 1,23 milioni di tonnellate di acqua radioattiva nel Pacifico

13.04.2021

Nella giornata di oggi, martedì 13 aprile, potrebbe arrivare da Tokyo la conferma del via libera per il riversamento di 1.23 milioni di tonnellate di acqua radioattiva nell'oceano pacifico.

A dieci anni dal disastro nucleare di Fukushima, avvenuto l'11 marzo 2011, le oltre 1000 cisterne predisposte al raccoglimento delle acque usate per raffreddare i reattori, circa 140 tonnellate al giorno, stanno esaurendo lo spazio a disposizione, rendendo necessarie delle manovre per lo svuotamento.

Il problema del governo Giapponese è stato proprio trovare un metodo per liberarsi di una tale quantità di liquido che, seppur trattato, contiene ancora sostanze radioattive come Trizio, isotopo dell'ossigeno, e Carbonio-14, potenzialmente pericoloso per il DNA umano.

Hiroshi Kajiyama, ministro del Commercio e dell'Industria, ha riferito che il governo chiederà la cooperazione degli enti del settore a livello globale e dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Aiea.

L'anno scorso, a seguito di un sopralluogo, Rafael Grossi, direttore dell' Aiea, ha dichiarato che il rilascio delle acque nel Pacifico sarebbe in linea con le normative internazionali sull'industria nucleare.

Nonostante questo, diversi stati vicini, tra cui Cina e Corea del Sud, e diverse associazioni hanno manifestato la propria contrarietà.

L'industria ittica locale, che dopo il disastro ha ridotto dell'oltre 80% il pescato, teme che ora molti Stati, intimoriti dalla radioattività delle acque, decidano di imporre limiti alle importazioni di pesce dal Giappone, riportando crisi in uno dei settori principali del paese e da poco in fase di ripresa.

Se dovesse arrivare il via libera, l'acqua comincerà ad essere diluita per rientrare in modelli di sicurezza globalmente accettabili e comincerà ad essere scaricata in mare non prima del 2023.

Secondo i calcoli, la centrale sarà completamente smantellata non prima del 2051.

di C.F.