Exuvia pt. 1, l'artista contro se stesso

11.05.2021

"Exuvia" è l'album uscito da poco del cantautore pugliese Caparezza. Una vera e propria rinascita, preceduta dai testi più introspettivi del rapper che deve scappare e affrontare allo stesso tempo il proprio passato, prendere atto del presente e guardare con realtà il futuro. Nella prima parte di questo articolo verrà presa in considerazione la prima parte dell'album, da Canthology a Eterno Paradosso, con l'esposizione dei concetti base per ognuna di queste canzoni.

"Exuvia" è il termine tecnico con cui viene indicato l'esoscheletro di alcuni insetti, come libellule e cicale, che viene abbandonato nel momento in cui l'animale è pronto a spiccare il volo con un nuovo paio di ali, dopo periodo di preparazione e sviluppo più o meno lungo.

"Rinascere" è infatti l'obiettivo dell'ultimo album di Caparezza, uscito il 6 maggio scorso, dopo un'attesa di 4 anni da Prisoner 709; ma per arrivare a questa exuvia c'è bisogno della preparazione delle ali, ed è proprio questo che ci propone il rapper pugliese: scendere al di sotto del suo esoscheletro per renderci partecipi questo epocale mutamento introspettivo e della sua realizzazione.

La prima traccia dell'album è Canthology che apre con una vera e propria antologia, in ordine cronologico, delle canzoni precedenti di Capa, dal primo album del 2000, !?, all'ultimo del 2017, il già citato Prisoner 709. ma non è un semplice citare i brani precedenti: nella maggior parte delle volte ne ribalta i concetti: il verso di Tutto Cio Che C'è "Micheal Jackson dice: "Capa sei un genio"" viene capovolto in "Micheal Jackson grida: "Capa sei un idiota""; Vengo dalla Luna diventa "Dicono che vengo dalla Luna ma la mia casa è in un sotterraneo"; La mia parte Intollerante viene ricordata in "La mia parte intollerante/sta ingogliando tutto il resto"; Non Mettere Le Mani in Tasca è citato con "Mani in tasca, ruba in pullman"; La Ghigliottina è in "cade la cabeza, sembro Danton"; Argenti Vive invece muta il suo essere iracondo "Filippo Argenti fa la calza/Passa dai Carcass alla Callas"; è presente anche Larsen "Il vento fischia una preghiera, sembra Larsen". Il ritornello in inglese invece è tratto da Get Away del gruppo Droogs e parla di "cose sparpagliate" che cercano di andare da qualche parte: Capa riunisce i frammenti del passato per fuggire da esso nel prossimo brano. In Fugadà, che comincia con una citazione ai Canti Orfici del poeta Dino Campana, Capa fugge da ciò che è stato, dal personaggio che è stato e che lo soffoca: "In fuga dal io sogno ricorrente/Seminudo corro, mito Ermes/In fuga come gli astri di Ponente/Io preda dei fantasmi tipo Mecbeth". Questa fuga continua, dopo lo skit Una Voce, anche in El Sendero, ma con un'anima diversa: contemplativa. Infatti ci presenta altre fughe "Por el sendero del dolor/Y la alegria": le emigrazoni, prima da uno stato africano diretto in Europa, poi di un italiano emigrato in Australia. Invece alla conclusione della prima strofa l'autore di rappresenta come Salgari, uno dei maggiori scrittori italiani riguardo a esotiche avventure ma che in verità non ha mai messo piede fuori dall'Italia: tutto ciò che sa l'ha imparato dai libri; alla conclusione della seconda poi chiede "Arte mi devi guidare, fa' uno sforzo" al fine di quietargli un minimo il doloroso sentiero. Di qui si arriva ad uno degli snodi più importanti dell'album: Campione dei Novanta. In questa canzone Caparezza di confronta con i suoi esordi da cantante, nei panni di Mikimix, che egli stesso definisce "lo sfigato che stava in major", ma era una tappa necessaria "Dicevano quello è uno zero/.../Rinato come zero/Dio benedica gli anni zero" e "Sai, a volte il traguardo comincia da un passo falso". Inoltre troviamo uno dei tratti di innovazione di Caparezza rispetto a Mikimix: "Cacciato via dalla stazione di Egolandia", quindi una scrittura non più basata su di sé, ma "sulle tracce di Lenin". La traccia dopo è Contronatura, un dialogo con la personificazione della Natura (tecnica che vedremo usata anche in seguito), rappresentata come la natura matrigna di Leopardi, intesto palesemente nello skit che precede il brano La Matrigna, dove sta scritto "Non mi fido dell'uomo né delle bestie/Credo solo in Leopardi di Recanati". A questa Natura che gli ha dato un animo timido che tende ad affondare, Capa risponde: "Mi salverò dall'onda/Se andrò contronatura". Però con i passi "Ma io voglio di più/Più del portare avanti la mia specie" Capa mette in mostra la capacità di andare oltre la regola somma di Madre Natura. Questo andare contronatura raggiungerà il suo apice con il prossimo brano, Eterno Paradosso, dove la figura di Michele, una persona riservata ed introversa, e di Caparezza, la grande figura pubblica di cantante,("Un introverso fermo con i fari addosso") convivono nello stesso uomo: "Sono un sognatore sveglio/Proteggo me da me stesso".

Ma, come vedremo nella prossima parte dell'articolo, ogni tensione è destinata a spezzarsi.

di B.G.