Birmania: almeno 510 civili uccisi dopo il golpe

30.03.2021

Sono oltre 500 i civili, tra cui molti giovani, rimasti uccisi dalle forze di sicurezza dal colpo di Stato militare del 1 febbraio in Myanmar (ex Birmania), secondo l'Associazione per l'assistenza ai prigionieri politici. "Abbiamo la conferma di 510 morti", afferma l'ong specificando che il numero "è probabilmente molto più alto".

Il bilancio è stato particolarmente pesante sabato: 110 vittime tra cui sette minori.

Nonostante la repressione, c'è stata un'altra manifestazione nella quale hanno perso la vita quattordici civili. Di fronte a questo scontro sanguinoso, Washington ha annunciato l'immediata sospensione dei precedenti accordi commerciali esistenti con la Birmania. La Francia ha denunciato "la violenza indiscriminata e omicida" del regime, richiedendo inoltre il rilascio di "tutti i prigionieri politici". Il Regno Unito ha richiesto una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che si svolgerà domani a porte chiuse. I generali birmani finora non hanno ascoltato le proteste e le sanzioni occidentali. Infatti il capo della giunta militare, Min Aung Hlaing, mentre le truppe sterminavano la popolazione stava organizzando una grande cena in onore della Giornata delle forze armate. I generali hanno anche potuto contare sulle divisioni della comunità internazionale. La Cina e l'India si sono rifiutate di condannare formalmente il colpo di Stato. La Russia mantiene stretti legami con la giunta militare: sabato il vice ministro della Difesa russo Alexander Fomin ha partecipato alla parata annuale delle forze armate birmane.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato la comunità internazionale a "più unità" e "più impegno" per fare pressione sulla giunta militare birmana.

di L. C.