AIRC: battaglia contro il cancro - I parte

06.05.2021

La scorsa settimana le classi terze hanno partecipato a un incontro con la dottoressa Di Lillo, una giovane ricercatrice impegnata nell'ambito della cura del cancro. La presentazione si è divisa principalmente in tre parti. In primo luogo, la dottoressa ha raccontato in che consiste la figura del ricercatore, parlando anche della sua esperienza personale. In particolare ha voluto sottolineare come la sua passione per la ricerca sia nata mentre studiava tutt'altro, ricordando che non è mai troppo tardi intraprendere questa strada.

Il suo percorso, iniziato con la laurea in medicina biomeccanica, le ha in seguito permesso di viaggiare per il mondo, da Parigi a New York.

Successivamente, dopo una breve introduzione alla cellula e al suo funzionamento, ha spiegato nel dettaglio ciò di cui si occupa, insieme al suo team: riattivare i geni danneggiati che causano il cancro.

Normalmente, infatti, le cellule si riproducono seguendo le regole inscritte nel loro DNA e nei segnali infracellulari. In una cellula tumorale, invece, una parte dei geni subisce delle mutazioni e la cellula inizia a moltiplicarsi in modo esagerato, assumendo le caratteristiche del tessuto in cui si trova. Con il passare del tempo le cellule mutate si accumulano, andando a formare tumori benigni e maligni. I primi sono detti così perché, essendo isolati da una sorta di capsula, rimangono circoscritti; i secondi, al contrario, si espandono irregolarmente, andando a colpire anche altri organi e tessuti.

La difficoltà che ancora oggi persiste nel combattere questa malattia è proprio la peculiarità del comportamento delle cellule tumorali rispetto a quelle sane: sono resistenti alla morte cellulare programmata, sono invisibili al sistema immunitario, non riuscendo ad auto-alimentarsi, per nutrirsi creano diversi vasi sanguigni che permettono loro di spostarsi e formare metastasi.

Al termine della conferenza si è discusso anche sui fattori di rischio. Sebbene la comparsa di un tumore sia dovuta principalmente per motivi genetici, poiché si ereditano dai genitori eventuali mutazioni, vi sono alcuni accorgimenti sullo stile di vita che possono diminuire il rischio di contrarre la malattia. Innanzitutto sono da evitare fumo e alcool, un'alimentazione ricca di salumi, cibi trattati e carni rosse, mentre sono molto consigliati cereali, legumi e prodotti ricchi di fibre, accompagnati da una costante attività fisica.

Nel prossimo articolo sarà spiegato nel dettaglio il progetto di cui si occupa la ricercatrice, che qui è stato brevemente citato.

di R.V.