A68, si è sciolto l’iceberg più grande del mondo

20.04.2021

A68, l'iceberg che nel 2017 si era staccato dalla piattaforma Lasern C dell'Antartide, è ora sciolto.

Questo accumulo di ghiaccio in origine ricopriva una superficie di oltre 6mila km quadrati, circa la dimensione dell'isola di Cipro, e pesava un miliardo di tonnellate; dopo essersi staccato è rimasto immobile per circa un anno, per poi andare alla deriva verso nord, attraversando l'Atlantico Meridionale, e spingendosi in fine nei pressi della Georgia del Sud.

Questa vicinanza alla terra ha messo subito in allerta tutta la popolazione mondiale, perché un'iceberg di quelle dimensioni avrebbe sicuramente messo in pericolo l'habitat dei pinguini stanziati in quelle zone.

A quel punto milioni di persone iniziarono a seguire la rotta di a68 preoccupate per la sicurezza degli animali.

Dal lato prettamente scientifico, il percorso dell'iceberg ha permesso agli scienziati di studiare le strutture di essi, e i processi che ne portano al distaccamento.

Al contrario di quello che potrebbe sembrarci però, il distacco di questo iceberg non è stato causato dall'aumento delle temperature, bensì da un normale processo mediante il quale le piattaforme di ghiaccio si tengono in equilibro, liberandosi della massa in eccesso, data da nevicate e ispessimento dei ghiacciai.

Ciò che invece ha provocato il progressivo innalzamento delle temperature è stata la rottura di quest'ultimo in una miriade di frammenti, che per la BBC non vale più la pena di monitorare.

"È incredibile che A68 sia durato così tanto. Se si pensa al rapporto di spessore, è come quattro fogli a4 impilati uno sull'altro, quindi questo oggetto è incredibilmente flessibile e fragile nel suo tragitto attraverso l'oceano. È durato quattro anni ma alla fine si è spezzato in 4 o 5 pezzi che poi si sono frantumati a loro volta": questo è ciò che Adrian Luckman, professore dell'Università di Swansea ha spiegato alla BBC.

di G.A. & V.R.