154 anni fa gli USA firmavano il trattata d'acquisto dell'Alaska

30.03.2021

Nel 1867 gli Usa acquistarono dall'Impero Russo l'Alaska per 7,2 milioni $ che calcolato ad oggi sarebbe un valore approssimativo di 121 milioni $. Nel XIX secolo l'Alaska contava una popolazione di circa 10.000 individui di cui 2500 russi e i restanti aborigeni che lavoravano per la compagnia russa d'America. Le ragioni dietro alla vendita dell'Alaska sono di due ordini: economico e politico. In quel periodo la Russia non versava in buone condizioni economiche dunque la cessione di quel territorio selvaggio era una buona fonte di guadagno soprattutto nel momento in cui lo Zar Alessandro II temeva che prima o poi sarebbe stato costretto a cedere il territorio all'ingombrante e potente vicino britannico stanziato in Canada. La Russia si accorse dell'errore solo 30 anni dopo, nel 1896, quando vennero scoperti i primi giacimenti d'oro in Alaska. Pur essendo stato ratificato l'acquisto nel 1867 il pagamento da parte degli USA venne erogato solo nel 1868 poiché era stato bloccato dalla camera bassa. Le ragioni di questo stallo sono da ricercare nella politica interna americana. Infatti il Paese non versava in ottime condizioni economiche a causa della ricostruzione post guerra di secessione. Alla fine comunque la situazione economica venne sbloccata e il pagamento erogato, pur perché già nell'ottobre del 1867 era avvenuta la cerimonia di passaggio dei poteri, con la cessione ufficiale dei territori dell'Alaska alle autorità statunitensi. Dopo l'insediamento di Davis, primo governatore dell'Alaska americana, quasi tutti i coloni russi presenti in quel territorio lasciarono il paese tornando in Russia. Alcuni piccoli commercianti o proprietari terrieri che avevano costruito in quelle selvagge terre del nord la propria nuova vita, decisero di rimanere, acquisendo la cittadinanza statunitense in pochi anni rompendo quasi ogni legame con la Russia.

di F. D. M.